Deduzioni e detrazioni da sfoltire, necessario un fisco per obiettivi

Estratto dal Sole 24 Ore del 9 Ottobre 2021

di Gabriele Sepio

Riduzione graduale delle aliquote IRPEF e riordino delle deduzioni e detrazioni per le persone fisiche: questi i criteri direttivi fissati lo scorso 6 ottobre dal Consiglio dei Ministri per l’avvio della riforma fiscale. Nel particolare, si parla di linee programmatiche “a maglie larghe” che dovrebbero consentire di rivedere il sistema di imposizione personale sui redditi. Due i principi costituzionali richiamati dalla legge delega e che, su tutti, dovrebbero ispirare l’intervento riformatore: eguaglianza e progressività. Entrambi messi a dura prova dalla incessante proliferazione di detrazioni, deduzioni, crediti d’imposta e bonus di vario tipo che oggi condizionano il carico fiscale effettivo che grava sulle persone fisiche. Proprio per attenuare quest’ultimo fattore la delega propone una riduzione delle aliquote medie tenendo conto della necessità di incentivare la partecipazione al mercato del lavoro, favorendo l’accesso dei giovani e dei c.d. “secondi percettori di reddito” con particolare attenzione alle donne. Altro obiettivo dichiarato dalla delega è la riduzione delle variazioni eccessive delle aliquote marginali. Obiettivo principale sarà il “salto” di 11 punti percentuali (dal 27 al 38%) attualmente previsto per chi accede al terzo scaglione di reddito (28-55 mila euro) con l’auspicio che l’intervento non si riduca in un semplice abbattimento “estetico” dell’aliquota. Difficile, tuttavia, immaginare una vera revisione del sistema senza passare per una razionalizzazione delle detrazioni e deduzioni oggi esistenti. Un criterio di fondo potrebbe essere rappresentato dal family act che, pur non trovando alcun riscontro nella legge delega, ha, di fatto, gia assorbito una parte del frammentario  sistema di sostegno al reddito famigliare, sostituendo gradualmente i benefici attuali ( ad es. detrazioni Irpef per figli a carico, assegni al nucleo familiare per i lavoratori dipendenti). Nell’ottica di snellire il quadro attuale occorrerà partire dalla distinzione tra agevolazioni fiscali che assumono carattere strutturale ai fini del tributo (ad es. spese sanitarie) e quelle che invece, secondo l’approccio della Commissione europea, sono considerate “spese fiscali”, in quanto deviazione dalla norma. Entrambe voci che consentono di personalizzare il carico impositivo e che in un‘ottica riformatrice è giunto il tempo di ripensare. Occorrono in sostanza criteri oggettivi uniformi (ad es. età, condizione certificata di salute composizione nucleo famigliare) in grado di superare i classici (e forse desueti) schemi delle detrazioni e deduzioni a pioggia che non sempre sono al passo con i cambiamenti sociali ed economici del paese.  

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