Terzo settore, agevolazione a rischio azzeramento

Superbonus a rischio azzeramento per il Terzo settore. Con l’approvazione in Consiglio dei ministri del nuovo decreto-legge in tema di agevolazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica e riduzione del rischio sismico, viene meno anche per ONLUS, ODV e APS la possibilità di opzionare i meccanismi alternativi alla detrazione, ossia la “cessione del credito” o lo “sconto in fattura” (art. 121, comma 1. lett. a) e b), del d. l. n. 34/2020).

Già con il d.l. n. 11/2023 (c.d. blocca cessioni), il Governo aveva stabilito un divieto, quasi generalizzato, di accesso agli strumenti della cessione del credito e dello sconto in fattura.

Tuttavia, in sede di conversione in legge del citato decreto, il legislatore è intervenuto con un apposito “correttivo”, inserendo un emendamento ad hoc per permettere ad ONLUS, ODV o APS di continuare a beneficiare dei meccanismi alternativi alla detrazione (art. 2, comma 3-bis, primo periodo, del d.l. 11/2023).

Con il decreto approvato dal CdM il Governo torna sui suoi passi, con l’evidente obiettivo di limitare al massimo i costi connessi alla misura del Superbonus. Ed è in tale ottica che si prevede la soppressione della “clausola di salvaguardia” riservata ad ONLUS, ODV e APS, ad eccezione dei soli interventi per cui, alla data di entrata in vigore del nuovo decreto, risulti già presentata la comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA) o, in caso di demolizione e ricostruzione di edifici, sia già stata presentata l’istanza di acquisizione del titolo abilitativo.

Con la conseguenza che, fuori dai casi appena descritti, il ricorso alla “detrazione” resterà l’unica via percorribile per ONLUS, ODV e APS ai fini della fruizione delle Superbonus.

Al di là delle ragioni che hanno animato l’ulteriore stretta governativa, è fondamentale sottolineare che il venir meno dei meccanismi alternativi alla detrazione comporterebbe, per le realtà del Terzo settore, un danno di gran lunga maggiore rispetto a quello subìto dagli altri soggetti legittimati ad accedere al Superbonus. In altri termini, se per persone fisiche e condomini la limitazione riguarda unicamente l’impossibilità di accedere alle misure alternative alla detrazione, una simile previsione applicata alle realtà del Terzo settore si traduce nella sostanziale impossibilità di beneficiare dell’art. 119 del decreto rilancio.

Questo perché ONLUS, ODV e APS non sono generalmente in grado di ammortizzare i costi sostenuti attraverso la detrazione diretta, data l’ontologica assenza di scopo di lucro e la caratteristica strumentalità e secondarietà di attività di stampo commerciale. In altri termini, in assenza degli strumenti della cessione del credito/sconto in fattura, alle realtà del Terzo settore è “di fatto” precluso l’accesso al Superbonus, stante la mancanza di una stabile massa reddituale capace di consentire l’esercizio della detrazione connessa agli interventi, peraltro nel corso dei quattro periodi d’imposta successivi al sostenimento della spesa.

Una previsione che, in un’ottica di sistema, potrebbe generare l’effetto contrario rispetto a quello finora ricercato dal legislatore, volto a promuovere la riqualificazione del patrimonio immobiliare degli enti non profit impegnati in attività solidaristiche e di utilità sociale.

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